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Livello di accesso ai test per educatori professionali socio-pedagogici e pedagogisti

2019-08-14 10:50

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Livello di accesso ai test per educatori professionali socio-pedagogici e pedagogisti

Pier Paolo buona sera!!!

Mi è sorto un dubbio leggendo il tuo libro sui test. Anche durante l’ultimo incontro fatto con te avevamo parlato di quali test può fare il pedagogista e avevamo visto insieme la tabella che riporta Giunti per l’acquisto dei test.

Nella loro guida all’acquisto dei test, il pedagogista risulta nel livello di accesso A2.

Nella categoria B1 si trova il pedagogista clinico e l’educatore professionale. Quindi il semplice pedagogista non rientra in questa categoria? Perché a me servirebbero testo della categoria B1e non capisco se posso somministrarli.

Non capisco come rientrino nel B1 gli educatori professionali e non i pedagogisti (che hanno una qualifica maggiore).

Spero di essermi spiegato!!!

 

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Buongiorno Michele

È proprio così! Paradossalmente gli educatori professionali socio-pedagogici e gli educatori professionali sanitari (cosa c’entrano? Te lo dirò a breve) sono abilitati ad un accesso ad un livello superiore dei “soli” pedagogisti: B1 contro A2.

Ma vediamo brevemente i livelli di accesso, e poi chiariamo il dubbio:

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Come visibile i pedagogisti possono godere di un livello di accesso A2, assimilando con ciò gli insegnanti in attualità di servizio e equiparandosi agli insegnanti specializzati in sostegno.

Mente gli educatori, siano essi socio-pedagogici o sanitari, si allocano al livello B1. Come pure i pedagogisti clinici.

Motivo? Le procedure di testing sono, da sempre, appannaggio delle professioni sanitarie. Psicologici, neuropsichiatri infantili e psichiatri in primis. Ciò fa sì che, in virtù del Decreto Ministero Sanità 8 ottobre 1998, n. 520 (in GU 28 aprile1999, n. 98), che istituisce la figura dell’educatore sanitario (attualmente SNT/2) tutti gli educatori siano equiparati ad un profilo sanitario. Almeno per quanto concerno l’accesso agli strumenti testici.

Di fatto ciò comporta il paradosso che un laureato triennale in Scienze dell’Educazione o un laureato quadriennale V.O. possano accedere ad un livello superiore. I pedagogisti, almeno in questa nomenclatura, risultano più affini agli insegnanti, siano essi specializzati o meno.

Discorso a parte va fatto per i pedagogisti clinici, a cui è riconosciuta -per l’appunto- una maggiore formazione in ambito clinico.

Spero di aver chiarito il, sacrosanto, dubbio.

Buon lavoro!

Pier Paolo


Fonti:

  1. Decreto 8 ottobre 1998, n. 520 Regolamento recante norme per l'individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell'educatore professionale, ai sensi dell'articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502. (GU Serie Generale n.98 del 28-04-1999)
  2. Guida all'acquisto dei test Giunti OS




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